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"Un'antica storia Zen racconta di un villaggio presso il quale scorreva un fiume. Un giorno, gli abitanti del villaggio, sentirono provenire dal fiume le grida di aiuto di giovani uomini. Accorsero presso la riva e lì videro molti giovani, travolti dalla corrente. Si diedero da fare alacremente per raccogliere i caduti e dar loro cura e accoglienza e per dare sepoltura a quanti non erano sopravvissuti alla furia delle acque. Tuttavia, più grande era il numero degli abitanti indaffarati in tale impresa, più aumentava il numero dei dispersi nel fiume. In breve tutto il villaggio fu impegnato nell'impresa di salvataggio. Tale strana situazione continuò senza sosta per tutti i giorni seguenti. Quando la piccola comunità era ormai esausta a causa della mole di lavoro imprevisto, giunse dall'oriente un maestro coi suoi discepoli. Gli abitanti chiesero loro di aiutarli nel faticoso lavoro. Il maestro, ascoltati i lamenti e la fatica degli uomini, passò oltre senza affiancarsi a coloro che ripescavano i corpi, e presi con sé i suoi discepoli, risalì il fiume alla ricerca del punto in cui i giovani cadevano in acqua". |
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La storia del settore prevenzione è in qualche modo la storia di questo risalire il fiume. Nel 1998, il Centro inizia ad interrogarsi sulla necessità di uscire dalle strutture terapeutiche per andare incontro al disagio, alle sue radici ed ai luoghi in cui probabilmente nasce e prende forma. Non con la pretesa di combatterlo, ma con tanta voglia di com-prenderlo e attraversarlo. Nasce così il Settore Prevenzione, nella vecchia e prima struttura del Centro Calabrese di Solidarietà in Via Fontana Vecchia, nel cuore di Catanzaro. Il progetto di un avamposto sul territorio prende così lentamente forma dai primi contatti con scuole e parrocchie, dai primi gruppi informali con giovani del territorio, dallo studio di metodologie ed approcci nuovi ed adeguati. Prendono forma i primi progetti e si delineano le basi teoriche ed operative dell'approccio: depotenziare i fattori di rischio (tutti quegli aspetti che concorrono a generare o rinforzare il disagio) e promuovere i fattori di protezione, sostenendo i ragazzi, i genitori, gli insegnanti e tutti gli attori sociali incontrati per strada in un processo di auto-rafforzamento. Dalla nascita ad oggi il settore Prevenzione si è impegnato a portare quest'idea di costruzione del benessere nelle scuole, tra gli adulti, nelle autoscuole, nei luoghi della cultura e soprattutto nei ritrovi informali dei giovani, negli spazi del loro tempo libero, rendendo innanzitutto la propria sede operativa una sorta di spazio aperto, arricchito dalla presenza pressoché costante di giovani e di gruppi informali. Con loro e non per loro vogliamo contrastare la cultura dilagante dello sballo e delle apparenze, con il sogno di contribuire a costruire un mondo dove l'amicizia, il piacere di sentirsi se stessi e gli affetti nutrono il nostro essere, ci completano e ci fanno dire orgogliosi: non ho bisogno di nessun altro sballo, " su' eu 'na droga! " |
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